La Vedova Allegra: torna l’operetta al Teatro Sociale di Como

TORNA L’OPERETTA AL TEATRO SOCIALE DI COMO

Dopo diversi anni di assenza, grande ritorno dell’operetta sul palcoscenico del Sociale, domenica 14 gennaio alle ore 17.00 con un titolo molto apprezzato dal pubblico LA VEDOVA ALLEGRA. A metterlo in scena, la Compagnia di Operette Elena D’Angelo: larghi consensi in importanti teatri italiani, produzioni curate nei minimi particolari, eleganti allestimenti, uso della musica dal vivo e presenza di un corpo di ballo con 8 ballerini, soddisferanno sicuramente gli affezionati di questo genere.

INFO

Biglietti per lo spettacolo in vendita presso la biglietteria del Teatro e online su www.teatrosocialecomo.it. Prezzi 16€ a 33€ + prevendita.

TEATRO SOCIALE DI COMO
domenica, 14 gennaio 2018 – ore 17.00

 

LA VEDOVA ALLEGRA

Musica di Franz Lehár. Libretto di Viktor Léon e Leo Stein.

 

Anna Glavary                         Elena D’Angelo

Conte Danilo                          Gianfranco Cerreto

Camillo De Rossillon              Francesco Tuppo

Valancienne                           Merita Di Leo

Njegus                                     Stefano Menegale

Barone Zeta                            Gianni Versino

Conte Kromov                                    Carlo Randazzo

Contessa Kromov                    Paola Scapolan

Contessa Bogdanovitch          Maresa Pagura

Conte Bogdanovitch               Davide Capitanio

Cascada                                  Mario Pennacchio

 

Regia

Elena D’Angelo

Direttore

Marcella Tessarin

 

Maestro Collaboratore Sabina Concari

Coreografie Giada Bardelli

Allestimento e costumi Grandi Spettacoli

 

Corpo di ballo Flexpoint

Orchestra Grandi Spettacoli

Compagnia d’operette Elena D’Angelo

Produzione Gruppo Da Camera Caronte

 

 

NOTE di REGIA

 Nella sua sublime idiozia, nella sua celeste sclerosi, vola sulle ali del canto, della danza, del gesto, della maschera, ed è, secondo me, teatro perfetto, perfettamente teatrale.

Witold Gombrowitz.

 

La trama si snoda, fedele all’originale con i tradimenti, ricatti, bugie. In un clima dove tutto è grave, ma all’improvviso, la gravità si dissolve in una risata, un bacio, un canto. In questo regno di fantasia “la situazione è sempre grave ma mai seria”.

Matrimonio per amore o matrimonio per interesse? Il dilemma attraversa a tal punto la società umana, in ogni epoca, che tutte le forme d’arte, prima o poi, hanno sentito il bisogno di affrontarlo.  L’eterna lotta tra le ragioni del cuore e quelle del portafoglio si snoda, qui, tra un immaginario stato in bancarotta, una bella vedova in possesso di un’eredità di cento milioni di franchi, cacciatori di dote e gli immancabili equivoci, spingendo a riflettere, tra una risata e l’altra, sulle piccolezze degli uomini.

Andata in scena per la prima volta a Vienna, al Theater an der Wien il 30 dicembre 1905, La vedova allegra (su libretto di Victor Léon e Leo Stein, dalla commedia L’attaché d’ambassade di Henri Meilhac) consacrò subito l’ungherese Lehár come il vero erede degli Strauss. Spumeggiante nel ritmo, inesauribile nell’invenzione melodica, a tratti nostalgica e malinconica, La vedova allegra dimostra che la leggerezza, in musica, non è per forza sinonimo di banalità. La regia rispetta la filologia dello spettacolo sia nel testo che nella musica che nell’allestimento mantenendo l’equilibrio tra modernità e tradizione

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